"Il futuro è il sogno che noi vogliamo che sia." - LA FUGA DI LOGAN
LA FUGA DI LOGAN (Fantascienza che mistifica la realtà fisica del sogno di felicità pensato e proiettato)
LA FUGA DI LOGAN (Fantascienza che mistifica la realtà fisica del sogno di felicità pensato e proiettato)
Questo secondo romanzo di Claudio Forti, scrittore e drammaturgo marsalese, conduce le “menti menzognere” dei lettori attraverso un viaggio sciamanico, fatto di allucinate rivelazioni che attraversano il cammino verso il riconoscimento del nostro vivere e verso quell’aberrata civiltà che sta omologando tutti nella mediocre idea di vivere per un padrone;
"L’arte è come guardarsi allo specchio senza vedersi. O meglio, senza vedere ciò che ci si aspetta di vedere. L’aspettativa di chi ammira un’opera d’arte sta sulla sottile linea d’ombra che vive tra la propria incoscienza e la propria realtà, comune realtà, ma inossidabilmente diversa dalla realtà di chiunque altro. E’ questo, un passaggio breve, ma intenso, che può provocare nausea e stordimento quando l’amore che trasuda da qualsiasi supporto, sia esso cartone, carta, canvas, è più potente e suggestivo di quanto ci si potesse attendere."
“Era una casa molto carina, senza soffitta, senza cucina. Non si poteva entrarci dentro… ma era bella, bella davvero in Via Dei Matti numero Zero”…
Come il giovane Werther, sentire sulla spalla la carezzevole mano di Lotte, ma senza tocco, senza il peso disarmonico e squilibrante della presenza fisica d’amore, mentre i “mor-moni” di città, sempre apparentemente più-buoni, annaspano e annegano nel non giudizio accettativo, finalmente, con la forza auto-lesionista temperata dal disagio d’essere individuati e additati come quel peggio che ci si possa attendere dall’uomo d’arte chiacchierone, lamentoso, invalidante, titubante nei confronti dell’alterità.
Serata “Blues”, all’Underground Cult di Marsala. Si respira il fuoco dei migliori anni settanta. Questa città è colma di anime accese, giovani talenti pronti a giocarsi il cuore su note consonanti mandate giù al ritmo provvido dei sorsi anneganti delle birre migliori del mondo.